Palermo, cocaina nascosta sotto una pensilina a Ballarò: arrestato
06/05/2026
La Polizia di Stato ha arrestato a Palermo un giovane pusher sorpreso mentre stava occultando dosi di cocaina e crack nei pressi di piazza del Carmine, nel quartiere Ballarò. A intervenire sono stati i “Falchi” della sezione Contrasto al Crimine Diffuso della Squadra Mobile, impegnati in servizi mirati contro lo spaccio al minuto nel centro storico cittadino.
L’intervento dei Falchi nel mercato di Ballarò
Il giovane, già noto per precedenti specifici in materia di stupefacenti, è stato notato dagli agenti durante un’attività di osservazione sul territorio. I poliziotti, in abiti civili e a bordo di moto, hanno seguito i suoi movimenti con discrezione, riuscendo ad avvicinarsi senza farsi riconoscere.
Secondo quanto ricostruito, il pusher sarebbe arrivato nei pressi di piazza del Carmine e, dopo essersi guardato intorno per verificare di non essere osservato, sarebbe salito su una scaletta di fortuna. Da lì avrebbe nascosto sotto una pensilina un involucro che, secondo gli investigatori, sarebbe stato recuperato in un secondo momento per alimentare lo spaccio al dettaglio nella zona.
Sequestrate 44 dosi di cocaina e crack
A quel punto i Falchi hanno deciso di intervenire, qualificandosi come agenti di Polizia. Il giovane ha tentato una fuga immediata, ma è stato raggiunto e bloccato dopo pochi istanti.
Nel nascondiglio gli agenti hanno recuperato 44 dosi di cocaina e crack, per un peso complessivo di circa 6 grammi. La sostanza è stata sequestrata, mentre il giovane è stato arrestato con l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.
Arresto convalidato dall’Autorità giudiziaria
Il provvedimento è stato convalidato dall’Autorità giudiziaria. L’operazione si inserisce nelle attività di contrasto allo spaccio condotte dalla Squadra Mobile nelle aree del centro storico maggiormente interessate dalla vendita al minuto di droga.
Ballarò resta una zona ad alta attenzione investigativa, dove la presenza di micro-piazze di spaccio richiede controlli continui, interventi rapidi e attività di osservazione capaci di individuare anche le modalità più nascoste di custodia e distribuzione delle dosi.
Le accuse si trovano nella fase degli accertamenti giudiziari. Per l’indagato resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to