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Palermo riscopre il Ponte delle Teste Mozze: riemerge dopo un secolo e apre al pubblico

16/04/2026

Palermo riscopre il Ponte delle Teste Mozze: riemerge dopo un secolo e apre al pubblico

Per oltre cent’anni è rimasto nascosto sotto terra, avvolto da racconti frammentari e immagini sbiadite. Oggi il Ponte delle Teste Mozze torna visibile, restituendo alla città di Palermo un tassello significativo della propria storia urbana. Il ritrovamento, avvenuto durante i lavori per la linea tramviaria, ha riportato alla luce una struttura sorprendentemente conservata, con le sue tre campate ancora intatte.

Situato nei pressi del fiume Oreto, il ponte rappresentava un punto strategico di accesso alla città. Secondo alcune ricostruzioni storiche, proprio in quest’area si sarebbero svolti scontri tra le truppe borboniche e i garibaldini nel tentativo di avanzare verso il centro urbano. Nel corso del Novecento, con la deviazione del corso del fiume, la struttura fu completamente interrata, evitando così la demolizione e rimanendo dimenticata per decenni.

Un’apertura straordinaria durante il Genio di Palermo

Il ponte sarà visitabile per la prima volta in occasione del festival Genio di Palermo, organizzato dalla Fondazione Le Vie dei Tesori. L’iniziativa, giunta alla quinta edizione, propone un percorso che permetterà ai visitatori di scendere sotto il livello stradale e attraversare fisicamente l’antica struttura, comprendendone il ruolo nel sistema viario storico della città.

Le visite proseguiranno anche nei due fine settimana successivi, fino al 3 maggio, con aperture dal venerdì alla domenica, dalle 10 alle 17.30. Il percorso partirà dal Ponte dell’Ammiraglio, per poi condurre i visitatori sotto terra fino al Piano dei Decollati, seguendo idealmente il tracciato originario dell’Oreto.

Storia e significato di un luogo dimenticato

Originariamente costruito in legno e successivamente ricostruito in pietra nel 1577, il ponte deve il suo nome al trasferimento, nel Settecento, di un cippo utilizzato per l’esposizione delle teste dei condannati a morte per decapitazione. Un elemento che testimonia la funzione simbolica e sociale dell’area, situata nei pressi del Piano dei Decollati, storicamente destinato a cimitero.

Il recupero definitivo risale al 2014, quando gli scavi condotti dalla Soprintendenza, nell’ambito dei lavori del tram, hanno consentito di riportare alla luce e mettere in sicurezza la struttura, oggi collocata esattamente sotto il passaggio sopraelevato della linea tranviaria.

Un festival diffuso tra arte, storia e creatività

Il Genio di Palermo non si limita alla scoperta del ponte. Il programma si articola in undici luoghi, esperienze e passeggiate tematiche che attraversano la città, mettendo in dialogo patrimonio storico, ricerca e creatività contemporanea. Tra le aperture più attese figurano Casa Savona, esempio raro di architettura Art Déco rimasta intatta, e Porta Mazara, la più antica della città, accessibile in via eccezionale con visita guidata.

Accanto ai siti monumentali, trovano spazio anche percorsi dedicati all’artigianato e alle botteghe storiche, riuniti nella sezione Le Vie del Commercio. Un itinerario che racconta mestieri, tecniche e tradizioni ancora vive, dai maestri liutai ai restauratori, fino ai nuovi designer che reinterpretano materiali e forme della tradizione siciliana.

Il festival coinvolge numerose istituzioni, tra cui l’Università di Palermo, la Soprintendenza e il Comune, e propone un programma che intreccia cultura, ricerca e partecipazione, restituendo una visione articolata della città e delle sue stratificazioni storiche.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to