Casa Savona apre per la prima volta a Palermo: obiettivo casa-museo
20/04/2026
Per la prima volta Casa Savona ha aperto le sue porte al pubblico, offrendo a Palermo la possibilità di entrare in uno degli interni più raffinati e meno conosciuti del Novecento cittadino. L’apertura straordinaria, organizzata oggi in via Genova in occasione della quinta edizione del Genio di Palermo promossa dalle Vie dei Tesori, segna un passaggio di grande valore culturale: la restituzione, seppur temporanea, di una dimora che la Regione Siciliana intende trasformare in una futura casa-museo.
L’immobile era stato acquistato nel 2023 dalla Regione per poco più di 600 mila euro, dopo la dichiarazione di interesse storico e culturale che ha consentito all’amministrazione di esercitare il diritto di prelazione. Adesso, dopo anni in cui questa residenza è rimasta sostanzialmente fuori dai circuiti della fruizione pubblica, prende forma un progetto più ampio che punta a restituirla stabilmente alla città. Le visite proseguiranno anche domani mattina, dalle 9.30 alle 12.30, mentre per il mese di maggio sono già previste ulteriori aperture.
Un capolavoro del Déco palermitano nel cuore della città
Casa Savona si trova lungo l’asse di via Roma, dentro un palazzo umbertino del 1920 rimasto quasi intatto, e custodisce un raro esempio di abitazione pensata come spazio totale, dove architettura, decorazione, arredi e luce dialogano in modo coerente. Realizzata tra il 1936 e il 1938 per l’imprenditore tessile Ignazio Savona, la dimora porta l’impronta di Gino Morici, artista capace di intervenire su ogni dettaglio con una visione unitaria e colta, traducendo il linguaggio Art Déco in una forma domestica elegante, teatrale e sorprendentemente moderna.
Dentro queste stanze nulla appare occasionale. I volumi, i rivestimenti, le scelte decorative, le soluzioni luministiche e la qualità degli inserti restituiscono l’idea di una casa concepita come opera compiuta. Marmi, legni preziosi, elementi metallici, superfici dipinte, affreschi e arredi dialogano in un equilibrio raro, capace di raccontare un’epoca e, insieme, una precisa idea dell’abitare borghese palermitano nel Novecento.
Il recupero e il progetto della Regione Siciliana
L’assessorato regionale dei Beni culturali guarda a Casa Savona come a un tassello centrale di una strategia più ampia di valorizzazione del patrimonio storico cittadino. L’assessore Francesco Paolo Scarpinato ha sottolineato come il recupero dell’immobile rientri nell’impegno del governo Schifani per la salvaguardia e la fruibilità dei beni culturali, annunciando un intervento da un milione di euro destinato a trasformare la dimora nel cuore di un futuro itinerario dell’Art Déco a Palermo.
La prospettiva è significativa perché supera la logica della semplice apertura occasionale. Casa Savona potrebbe diventare un luogo stabile di visita, studio e narrazione, inserendosi in un percorso capace di rileggere un volto della città spesso meno visibile rispetto ai grandi monumenti storici, ma altrettanto identitario. Palermo possiede infatti un patrimonio novecentesco di grande interesse, e questa residenza può contribuire a renderlo più riconoscibile anche agli occhi di residenti, studiosi e viaggiatori.
La collaborazione tra Morici e Arici e il valore della tutela
Studi recenti hanno inoltre restituito una lettura più completa della genesi della casa, facendo emergere accanto al nome di Morici anche quello dell’ingegnere Giuseppe Arici, al quale sarebbero attribuibili la distribuzione degli spazi e probabilmente alcuni dettagli tecnici e di arredo. Il risultato appare come il frutto di un vero laboratorio creativo, nel quale ogni elemento viene progettato in funzione di un insieme coerente: mobilio, illuminazione, pavimenti, decorazioni murali, soffitti e perfino il disegno degli oggetti dialogano dentro una regia precisa.
La soprintendente ai Beni culturali di Palermo, Selima Giuliano, ha definito Casa Savona un’opera d’arte pensata nei minimi particolari per la famiglia che la commissionò. Il richiamo al camino, immaginato come un piccolo palcoscenico domestico, restituisce bene il carattere di questa dimora, dove la funzione quotidiana si intreccia con una forte tensione scenografica. Proprio la dichiarazione di interesse culturale ha permesso di sottrarla al rischio della dispersione e di acquisirla al patrimonio pubblico.
L’apertura di questi giorni non rappresenta dunque una semplice curiosità per appassionati di architettura o per frequentatori di eventi culturali. Segna, piuttosto, l’inizio di una nuova fase per un bene che può diventare un riferimento stabile nel racconto della Palermo del Novecento, offrendo alla città un luogo capace di tenere insieme memoria, tutela e nuova accessibilità.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.