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Palermo, due beni confiscati diventano centri per donne e fragilità

29/05/2026

Palermo, due beni confiscati diventano centri per donne e fragilità

Due beni confiscati alla mafia tornano alla collettività a Palermo come nuovi presìdi dedicati all’inclusione sociale, al sostegno delle fragilità e alla promozione della legalità. Sono stati inaugurati questa mattina i progetti “Demetra”, centro di ascolto per donne vittime di abusi, violenza e tratta, e “In Natura, Circolo sociale”, spazio destinato ad attività per ragazzi, persone con disabilità e donne vittime di violenza.

I beni recuperati all’Acquasanta e a Ciaculli

Le due strutture si trovano in via Simone Gulì, nel quartiere Acquasanta, e a Ciaculli. Entrambi gli immobili sono stati ristrutturati nell’ambito di un percorso di recupero e rigenerazione urbana e sociale portato avanti dall’Assessorato comunale alle Opere pubbliche, con l’obiettivo di trasformare luoghi sottratti alla criminalità organizzata in spazi utili alla comunità.

Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, l’assessore alle Opere pubbliche Salvatore Orlando, l’assessora ai Beni confiscati Brigida Alaimo e l’assessora alle Attività sociali Mimma Calabrò. Presenti anche il commissario straordinario per il recupero e la rifunzionalizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, prefetto Paola Spena, e il dirigente generale della struttura commissariale Fabrizio Dall’Acqua.

Il sindaco Lagalla ha definito la restituzione dei beni confiscati uno dei segnali più concreti dell’impegno istituzionale nella promozione della legalità e della giustizia sociale. Le due strutture, ha sottolineato, diventeranno luoghi di ascolto, inclusione e sostegno per le persone più fragili.

Il progetto Demetra per donne vittime di violenza e tratta

L’immobile di via Simone Gulì è stato assegnato in gestione al Consorzio Network dei Talenti, società cooperativa sociale. Qui nascerà il progetto Demetra, pensato per offrire accoglienza, protezione, supporto psicologico, formazione e percorsi di reinserimento sociale rivolti a donne vittime di violenza e tratta.

Una parte dell’edificio, dotata di ingresso indipendente, sarà destinata anche a un hub educativo e ricreativo multietnico. Lo spazio sarà orientato all’integrazione sociale e alla promozione del benessere alimentare, con particolare attenzione al contrasto dei disturbi e delle patologie alimentari. Tra le attività previste rientra anche la produzione di alimenti sani e salubri da asporto, con possibilità di vendita al dettaglio.

L’importo complessivo dell’intervento su via Simone Gulì ammonta a 884.022,83 euro. Per l’amministrazione comunale, il recupero dell’immobile rappresenta un esempio di come il riutilizzo sociale dei beni confiscati possa generare servizi concreti, nuove opportunità e percorsi di autonomia per persone in condizioni di vulnerabilità.

A Ciaculli un centro per minori, disabilità e inclusione sociale

Il secondo intervento riguarda il centro di Ciaculli, dove prende forma “In Natura, Circolo sociale”. La struttura è stata ristrutturata con un investimento complessivo di 384.104,79 euro e sarà dedicata a servizi socioeducativi e attività inclusive rivolte a minori tra i 6 e i 14 anni, persone con disabilità e donne vittime di violenza.

Il progetto prevede un centro polifunzionale per attività sociali, terapeutiche e formative, con particolare attenzione a donne vittime di violenza, persone con fragilità sociali e soggetti coinvolti in percorsi di reinserimento. Gli interventi hanno riguardato il recupero edilizio e l’adeguamento funzionale dell’immobile, insieme alla creazione di spazi per laboratori e attività ricreative.

Tra le iniziative previste figurano sportelli sociali, punti di ascolto, laboratori terapeutici e ricreativi, percorsi di ortoterapia e attività di inclusione sociale. L’obiettivo è sviluppare competenze nel settore agricolo, rafforzare capacità relazionali e trasversali e costruire nuove occasioni di partecipazione per chi vive condizioni di fragilità.

Le iniziative sono state finanziate nell’ambito degli Investimenti Stato INV6C1.1 – Innovation Hub ex PNRR M5C3I2, con risorse assegnate tramite decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 25 giugno 2024. Per l’assessora Calabrò, la giornata segna una pagina importante per Palermo, grazie alla collaborazione tra istituzioni pubbliche e privato sociale, capace di trasformare beni sottratti al malaffare in luoghi di lavoro, ascolto, protezione e inclusione.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to