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Palermo celebra il 174° anniversario della Polizia di Stato tra memoria, sicurezza e impegno civile

13/04/2026

Palermo celebra il 174° anniversario della Polizia di Stato tra memoria, sicurezza e impegno civile
Fonte foto: Instagram

Una ricorrenza solenne, ma tutt’altro che rituale. A Palermo il 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato si è trasformato in un momento di forte valore istituzionale e civile, capace di tenere insieme il ricordo dei caduti, il riconoscimento del lavoro quotidiano svolto dagli agenti e una riflessione lucida sulle sfide che ancora attraversano il territorio. La giornata, scandita da più momenti ufficiali, ha restituito l’immagine di una presenza dello Stato che vuole essere visibile, concreta e profondamente radicata nel tessuto cittadino.

La celebrazione si è aperta in Questura, dove il prefetto e il questore della provincia di Palermo hanno deposto una corona d’alloro, a nome del Capo della Polizia e Direttore generale della Pubblica Sicurezza, presso la lapide dedicata ai caduti della Polizia di Stato. Un gesto carico di significato, che ha richiamato il valore del sacrificio di chi ha perso la vita nell’adempimento del proprio dovere e che continua a rappresentare un riferimento morale per chi oggi opera a tutela della legalità, dell’ordine pubblico e della sicurezza collettiva.

Dal Teatro Massimo un messaggio di presenza e responsabilità

Il cuore della cerimonia si è poi spostato nella cornice del Teatro Massimo, alla presenza di autorità civili e militari e di una rappresentanza ampia della società civile. Qui la celebrazione ha assunto un profilo ancora più articolato, alternando i momenti istituzionali alla premiazione dei poliziotti distintisi per particolari meriti di servizio, in una narrazione che ha voluto mettere in evidenza la complessità dell’impegno svolto ogni giorno nel capoluogo siciliano.

Condotto dalla giornalista Elvira Terranova, l’evento ha proposto contenuti di forte impatto simbolico: la proiezione di video dedicati ai caduti della Polizia di Stato e altri contributi finalizzati a raccontare il lavoro operativo svolto a Palermo. Nel corso della cerimonia sono stati inoltre letti i messaggi istituzionali del Presidente della Repubblica, del Ministro dell’Interno e del Capo della Polizia, che ha ricordato i caduti del Reparto Scorte, recentemente insigniti a Roma di una medaglia d’oro.

Il momento centrale è stato il discorso del questore Vito Maurizio Calvino, che ha rivolto un elogio alle donne e agli uomini della Polizia di Stato per la dedizione dimostrata nel garantire la sicurezza della città e la tutela dei diritti democratici. Un richiamo che ha assunto un tono tutt’altro che celebrativo, perché accompagnato da un bilancio franco sullo stato della sicurezza e sulle minacce ancora presenti nel territorio palermitano.

La mafia resta presente, tra infiltrazioni e legalità apparente

Nel suo intervento, il questore ha sottolineato con nettezza che la mafia non è sconfitta. Ha spiegato che continua a manifestarsi in forme più sottili e striscianti, infiltrandosi nell’economia, tentando la pubblica amministrazione, cercando consenso e, in alcuni casi, mimetizzandosi dietro una legalità soltanto apparente. Una lettura che restituisce bene la natura attuale della minaccia mafiosa, meno eclatante rispetto al passato ma ancora profondamente radicata e pericolosa.

Le attività di contrasto alla criminalità organizzata, ha ricordato Calvino, si sono sviluppate attraverso numerose operazioni condotte dalle sezioni della Squadra Mobile impegnate sul fronte dell’antimafia, dell’antidroga, dei reati contro la persona e il patrimonio, oltre che dalla SISCO e dai Commissariati di pubblica sicurezza distribuiti sul territorio. Un’azione che, nelle parole del questore, rappresenta la risposta a una domanda crescente di sicurezza da parte dei cittadini, una domanda che deve trovare riscontro nella presenza dello Stato, nella sua visibilità e nell’equilibrio tra prevenzione e repressione.

Accanto al contrasto alla criminalità mafiosa, il bilancio dell’ultimo anno ha messo in evidenza risultati significativi anche contro trafficanti di droga, rapinatori, spacciatori, gruppi dediti alle truffe agli anziani e autori di violenze contro donne e minori. Un’attività che si colloca in un contesto urbano segnato anche dall’emergere di fenomeni legati alle aggregazioni giovanili e alla cosiddetta “malamovida”, che hanno reso necessario un ulteriore rafforzamento dei servizi di ordine e sicurezza pubblica.

Più agenti sul territorio e attenzione ai giovani

Il questore ha sottolineato che, anche di fronte a gravi fatti di sangue avvenuti nel capoluogo, la risposta dello Stato è stata immediata, con la tempestiva individuazione e l’arresto dei responsabili. A rafforzare ulteriormente il controllo del territorio contribuirà la recente assegnazione di oltre 100 agenti, inviati a Palermo dal Ministero dell’Interno e dal Capo della Polizia per consolidare i presidi di legalità e prevenzione.

Ma uno dei passaggi più significativi del discorso di Calvino ha riguardato i giovani, numerosi in platea. Rivolgendosi agli studenti presenti, il questore ha richiamato la necessità di costruire un modello sociale capace di competere con quello offerto dal mondo criminale. Una sfida che, ha osservato, non si vince soltanto con gli strumenti repressivi, ma investendo sulla cultura, sul ruolo delle famiglie, sulla scuola e sulla riqualificazione delle periferie e dei quartieri più fragili.

È una riflessione che sposta il baricentro della sicurezza oltre la dimensione dell’intervento immediato e la lega a un’idea più ampia di comunità. In questa prospettiva, la presenza della Polizia di Stato non è soltanto presidio dell’ordine pubblico, ma anche partecipazione a un progetto civile che riguarda la qualità dei legami sociali e la capacità di offrire alternative credibili a chi cresce nei contesti più esposti al disagio.

La “Piazza della legalità” come spazio di incontro con la città

A completare la giornata, all’esterno del Teatro Massimo, in Piazza Verdi, è stata allestita una vera e propria “Piazza della legalità”. Qui cittadini e studenti provenienti da istituti scolastici di ogni ordine e grado hanno potuto visitare gli stand espositivi dedicati alle diverse specialità della Polizia di Stato, ricevere materiale informativo e conoscere da vicino l’articolazione di un corpo che opera su fronti molto diversi, spesso poco conosciuti nella loro complessità.

L’iniziativa ha dato alla celebrazione una dimensione aperta e partecipata, trasformando una ricorrenza istituzionale in un’occasione di dialogo con la città. Anche le esibizioni di artisti del panorama locale e nazionale hanno contribuito a rendere l’evento più inclusivo, mantenendo però intatto il suo messaggio di fondo: ricordare chi ha sacrificato la vita per lo Stato, riconoscere il lavoro quotidiano delle forze di polizia e rafforzare il rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità.

Nella Palermo di oggi, attraversata da sfide antiche e nuove, la celebrazione del 174° anniversario della Polizia di Stato ha assunto così un significato che va oltre il rito. Ha mostrato una città che chiede sicurezza, memoria e presenza, e un’istituzione che prova a rispondere tenendo insieme rigore operativo, coscienza storica e responsabilità democratica.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to