Palermo, bando per l’assegnazione gratuita dei beni confiscati: domande online dal 7 aprile al 22 maggio
07/04/2026
Il Comune di Palermo apre una nuova procedura pubblica per l’assegnazione in uso gratuito di immobili confiscati alla criminalità organizzata, con l’obiettivo di rafforzarne la destinazione sociale e trasformarli in presìdi utili al territorio. Il bando, disposto in conformità al D.lgs n. 159/2011 e successive modifiche, è stato indetto con la Determinazione dirigenziale n. 5025 del 3 aprile 2026, pubblicata all’albo pretorio online, e riguarda beni che fanno parte del patrimonio indisponibile del Comune.
Il senso dell’iniziativa va oltre il semplice affidamento di immobili. Ogni bene confiscato che torna a essere vissuto attraverso progetti sociali rappresenta una scelta amministrativa e civile insieme: sottrarre spazi alla disponibilità della criminalità organizzata e restituirli a comunità, associazioni e reti territoriali in grado di farne luoghi di servizio, inclusione e partecipazione.
È su questa linea che si muove il nuovo avviso pubblico, rivolto ai soggetti aventi diritto indicati nel bando, chiamati a presentare proposte capaci di rispondere ai bisogni del territorio attraverso attività di interesse collettivo.
Domande solo online e scadenze precise per partecipare
La partecipazione alla selezione dovrà avvenire esclusivamente in modalità online, pena l’esclusione. Le domande potranno essere inoltrate a partire dalle ore 12 del 7 aprile 2026 e dovranno pervenire entro le ore 14 del 22 maggio 2026. La finestra temporale fissata dal Comune impone quindi attenzione alle scadenze e alle modalità di invio, che costituiscono un elemento sostanziale della procedura, non un passaggio formale secondario.
L’avviso si inserisce dentro una politica pubblica che considera i beni confiscati non come immobili semplicemente da amministrare, ma come risorse da rimettere in circolo attraverso progettualità credibili, radicate e capaci di produrre effetti sociali concreti. In questa prospettiva, l’uso gratuito non è un beneficio concesso in astratto, ma uno strumento attraverso il quale il patrimonio sottratto alla criminalità può essere riattivato in funzione di finalità pubbliche e collettive.
Il bando richiama inoltre la disponibilità dello schema disciplinare e degli altri atti collegati, documenti indispensabili per comprendere nel dettaglio requisiti, obblighi, criteri di partecipazione e condizioni di utilizzo degli immobili. Per gli enti interessati, la fase preparatoria della candidatura sarà quindi decisiva, sia sotto il profilo amministrativo sia per la qualità della proposta progettuale da presentare.
Sopralluoghi, assistenza e contatti per gli enti interessati
I soggetti che rientrano nelle categorie indicate nel bando potranno anche visionare gli immobili nelle date specificate dall’avviso pubblico. Per ciascun sito è prevista una permanenza di un’ora, un tempo utile per valutare condizioni, potenzialità e compatibilità tra lo spazio e il progetto che si intende proporre. È un passaggio importante, perché la buona riuscita di queste procedure dipende spesso dalla capacità di costruire una relazione concreta tra caratteristiche del bene e finalità sociali dell’intervento.
Per informazioni o assistenza è possibile contattare i numeri 091 7406430 e 091 7406408. Il Comune ha inoltre indicato la disponibilità dell’Ufficio Gestione Beni Confiscati, in via Astorino 36, che riceve il pubblico il martedì dalle 9 alle 12 e il mercoledì dalle 15 alle 17. Restano attivi anche i contatti email [email protected] e [email protected], riferimenti utili per chiarimenti tecnici e supporto nella lettura del bando.
La partita che si apre a Palermo ha un valore che riguarda insieme patrimonio pubblico, innovazione sociale e qualità della presenza civica nei quartieri. Ogni assegnazione di un bene confiscato produce effetti che vanno misurati nel tempo, nella capacità di offrire servizi, creare reti, presidiare spazi e generare fiducia.
Per questo il bando non rappresenta soltanto una procedura amministrativa, ma un’occasione concreta per tradurre in progetti sociali una delle forme più significative di restituzione pubblica dei beni sottratti alla criminalità organizzata.