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Palermo, 57 giorni per raccontare legalità e memoria

22/05/2026

Palermo, 57 giorni per raccontare legalità e memoria

A Palermo prende forma il progetto “57 giorni… 57 parole buone… 57 storie…”, un percorso dedicato ai giovani tra i 18 e i 35 anni per trasformare la memoria delle stragi di Capaci e via D’Amelio in partecipazione, racconto e impegno civile. L’iniziativa si svilupperà nell’arco simbolico dei 57 giorni compresi tra il 23 maggio e il 19 luglio, date che nel 1992 segnarono due ferite profonde nella storia repubblicana italiana.

Dal ricordo delle stragi a un percorso partecipativo

Il progetto nasce dal bisogno di rendere viva e accessibile la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, della magistrata Francesca Morvillo e degli uomini e delle donne delle scorte uccisi nelle stragi mafiose del 1992. A oltre trent’anni da quei fatti, l’obiettivo è evitare che il ricordo resti confinato a una dimensione celebrativa, distante soprattutto dalle generazioni che non hanno vissuto direttamente quella stagione.

La memoria viene quindi proposta come esperienza attiva, capace di parlare il linguaggio dei giovani e di collegare il passato alle scelte del presente. Il percorso richiama anche il valore storico del Maxiprocesso di Palermo, iniziato il 10 febbraio 1986 nell’aula bunker dell’Ucciardone e concluso con 346 condanne e 19 ergastoli, passaggio decisivo nel riconoscimento giudiziario della struttura unitaria di Cosa Nostra.

Le 57 parole della legalità

La prima parte dell’iniziativa prevede l’individuazione di 57 parole chiave, una per ogni giorno compreso tra il 23 maggio e il 19 luglio. Termini come coraggio, scelta, responsabilità, verità, memoria, fiducia e impegno diventeranno punti di partenza per riflessioni condivise sul significato concreto della legalità.

Le parole non saranno trattate come definizioni astratte, ma come strumenti per interrogare l’esperienza quotidiana dei partecipanti. Ogni parola dovrà aprire uno spazio di confronto su comportamenti, responsabilità personali, cittadinanza attiva e rapporto con le istituzioni.

Storie di impegno civile e responsabilità quotidiana

Accanto alle parole, il progetto prevede la costruzione di 57 storie, pensate per raccontare la legalità attraverso esperienze reali e contenuti originali. Le narrazioni potranno riguardare testimonianze legate alle vittime delle mafie, figure simbolo dell’impegno civile, esperienze di volontariato, percorsi di cittadinanza attiva e contributi prodotti direttamente dai giovani coinvolti.

Il messaggio centrale è che la legalità non appartiene solo alle aule giudiziarie o alle grandi vicende della storia nazionale, ma attraversa la vita di ogni giorno. Si manifesta nelle scelte personali, nel rispetto delle regole comuni, nella capacità di assumersi responsabilità e nel rifiuto di indifferenza, complicità e silenzio.

Giovani protagonisti della memoria condivisa

L’iniziativa si rivolge principalmente a ragazze e ragazzi tra i 18 e i 35 anni, con l’intento di valorizzarne il ruolo come protagonisti della costruzione di una memoria collettiva. Il progetto punta a favorire rappresentatività associativa e territoriale, creando una comunità temporanea fondata su valori condivisi.

Il percorso si propone di rafforzare il senso di legalità, responsabilità e cittadinanza attiva, stimolando la produzione di contenuti partecipativi e l’uso di linguaggi contemporanei. In questo modo, il ricordo delle stragi del 1992 diventa uno spazio di scelta e azione, non un esercizio rivolto soltanto al passato.

Le tappe previste a Palermo indicano il 23 maggio come data di lancio del progetto e il 20 luglio come momento di presentazione e inaugurazione. I 57 giorni tra Capaci e via D’Amelio diventano così un itinerario civile nel quale le nuove generazioni sono chiamate a ricordare, raccontare e costruire una responsabilità pubblica condivisa.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to