Drone, contanti e telefoni: tentato “lancio” nel carcere di Caltanissetta, tre arresti
03/03/2026
Erano in movimento di notte, a bordo di un’auto nelle strade del centro di Caltanissetta, a poca distanza dalla casa circondariale. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, non si trattava di un controllo di routine finito per caso nel segno giusto: l’assetto del gruppo e il materiale trovato durante la perquisizione delineano un’operazione organizzata, pronta a entrare in azione per introdurre all’interno del carcere droga e dispositivi di comunicazione, aggirando le misure di sicurezza con un mezzo tecnologico sempre più usato in questo tipo di tentativi: un drone.
I militari hanno arrestato tre giovani originari della Puglia: un uomo di 29 anni e due donne di 29 e 31 anni. A loro carico vengono contestati, in concorso, il traffico di sostanze stupefacenti e l’accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione, condotte che, in ambito penitenziario, assumono un peso particolare perché incidono direttamente sul controllo interno e sulla gestione della sicurezza.
Il controllo in strada e il materiale sequestrato: numeri e oggetti che fanno sistema
La perquisizione dell’auto ha portato al sequestro di un insieme di oggetti che, letti uno accanto all’altro, compongono un quadro coerente: una valigetta con un drone professionale, 13.695 euro in contanti suddivisi in banconote di piccolo taglio, 18 telefoni cellulari sistemati in tre buste di plastica, una bobina di filo d’acciaio e 300 grammi di hashish già suddivisi in dosi.
Gli investigatori ritengono che il drone fosse destinato a sorvolare l’area del carcere per consegnare il materiale ai detenuti. In questa dinamica il filo metallico, più che un dettaglio, diventa un elemento funzionale: può servire a calare o recuperare piccoli carichi, a stabilizzare il trasporto, a rendere più rapido lo “sgancio” in un punto concordato. Il denaro, in tagli minuti, è considerato un ulteriore indicatore di una filiera già impostata, che presuppone contatti e pagamenti legati alla consegna.
Convalida del gip e misure cautelari: carcere e obbligo di dimora
Dopo l’arresto, il gip del Tribunale di Caltanissetta ha convalidato i provvedimenti, disponendo per il 29enne la custodia in carcere e per le due donne l’obbligo di dimora. È una decisione che, nella prassi, tiene insieme più fattori: la gravità dei fatti contestati, la necessità di impedire contatti o reiterazioni, la valutazione delle condotte e dei ruoli all’interno del gruppo.
Il caso riporta al centro una questione concreta: la tecnologia, soprattutto quella facilmente reperibile e sempre più performante, ha cambiato i tentativi di introduzione illecita negli istituti penitenziari. Il drone consente di superare barriere fisiche senza un contatto diretto con la struttura, riducendo il tempo di esposizione e rendendo più complessa l’intercettazione preventiva. Proprio per questo, sequestri come quello avvenuto a Caltanissetta vengono letti dagli inquirenti non solo come un episodio isolato, ma come un fronte che richiede attenzione costante e strumenti adeguati.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.