Carte d’identità, il Comune: “Apertura straordinaria del sabato non praticabile allo stato attuale”
26/03/2026
Il confronto sui servizi anagrafici torna al centro del dibattito pubblico, ma dal Comune arriva una replica netta alle proposte avanzate nelle ultime ore sull’ipotesi di aperture straordinarie del sabato per il rilascio della Carta d’identità elettronica. L’assessore all’Anagrafe Dario Falzone interviene per chiarire che, allo stato attuale, una soluzione di questo tipo non può essere considerata praticabile, almeno non nelle forme suggerite da alcuni interlocutori, perché si scontra con una serie di vincoli normativi, tecnici e organizzativi che regolano in modo preciso il funzionamento del servizio.
La presa di posizione dell’assessorato arriva dopo chiarimenti che, viene fatto notare, erano già stati forniti dagli uffici competenti. Proprio per questo Falzone esprime sorpresa per il fatto che si continuino a formulare proposte che, a giudizio dell’amministrazione, non tengono conto né delle procedure in vigore né delle condizioni concrete in cui operano quotidianamente i servizi comunali. Il punto politico e amministrativo che il Comune intende ribadire è chiaro: il miglioramento dell’efficienza degli uffici anagrafici resta una priorità, ma questa esigenza deve misurarsi con regole e limiti che non possono essere aggirati con annunci o richieste formulate senza una reale conoscenza del quadro operativo.
Le misure già adottate per aumentare il numero delle pratiche
Secondo quanto ricostruito dall’assessore, l’amministrazione aveva già affrontato il tema nel corso dell’incontro del 17 febbraio con i presidenti delle Circoscrizioni, occasione in cui era stata evidenziata la mancata adesione del personale allo svolgimento di lavoro straordinario nelle giornate di sabato. Si tratta di un elemento decisivo, perché la normativa consente questo tipo di attività solo su base volontaria, escludendo quindi la possibilità di imporre unilateralmente turnazioni aggiuntive per ampliare il servizio nel fine settimana.
Nonostante questa criticità, il Comune sostiene di essere già intervenuto in una logica emergenziale per contenere gli effetti dell’aumento delle richieste di rinnovo dei documenti d’identità. In particolare, è stata ampliata l’offerta con l’apertura pomeridiana del venerdì in nove postazioni decentrate, che si aggiunge agli orari mattutini ordinari e ai rientri pomeridiani già attivi nei giorni di martedì e mercoledì. L’assessorato definisce questo assetto come uno sforzo organizzativo significativo, che avrebbe già prodotto un incremento rilevante delle pratiche evase rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Perché il rilascio della CIE non può essere organizzato liberamente
Nel merito tecnico, il Comune richiama un aspetto che viene ritenuto essenziale per comprendere l’impraticabilità della proposta. Le procedure per il rilascio della CIE, in vigore dal 2019, impongono infatti l’acquisizione delle impronte digitali attraverso apparecchiature specifiche fornite dal Ministero dell’Interno. Non si tratta di strumenti ordinari, né tantomeno di dispositivi che possano essere spostati o redistribuiti liberamente a seconda delle esigenze del momento.
Secondo quanto precisato dall’assessore, queste apparecchiature sono geolocalizzate e non possono essere trasferite senza preventiva autorizzazione. È un passaggio tutt’altro che marginale, perché rende evidente come l’organizzazione del servizio non dipenda soltanto dalla disponibilità di locali o di personale, ma da una catena di requisiti tecnologici e procedurali strettamente regolata. Lo stesso Falzone ricorda inoltre che nel corso del 2025 l’amministrazione ha richiesto e ottenuto un incremento di questi dispositivi, che risultano oggi pienamente operativi, segno che sul fronte delle dotazioni tecniche il Comune sostiene di essere già intervenuto per rafforzare il servizio.
Non tutti gli operatori possono essere impiegati nel servizio
Un ulteriore chiarimento riguarda il personale. L’assessorato respinge l’idea che qualsiasi dipendente comunale possa essere assegnato, in via straordinaria, alle attività di rilascio delle carte d’identità elettroniche. Per operare su questo fronte, viene spiegato, è necessaria una specifica delega del sindaco e il possesso della SCO, la Smart Card Operatore, strumento indispensabile per accedere al sistema di emissione della CIE.
Questo significa che la platea di operatori effettivamente utilizzabili è per definizione limitata e non ampliabile nell’immediato attraverso semplici disposizioni interne. Anche qui il nodo è molto concreto: quando si parla di aumentare giorni e fasce orarie di apertura, non si sta discutendo di un servizio generico, ma di una procedura ad alta regolazione, che richiede personale autorizzato, postazioni dedicate e dispositivi specifici. Senza questi presupposti, qualsiasi estensione dell’orario rischia di restare una proposta astratta.
La posizione del Comune e il richiamo a un confronto più realistico
Alla luce di questi elementi, Falzone conclude che la proposta di apertura straordinaria del sabato, nelle modalità indicate da chi l’ha avanzata, è da considerarsi improcedibile. Il lessico scelto non lascia molti margini di interpretazione e contiene anche una critica implicita al modo in cui il tema è stato portato nel dibattito pubblico. Prima di diffondere comunicati o avanzare richieste, osserva l’assessore, sarebbe opportuno approfondire il funzionamento effettivo dei servizi e le regole che li disciplinano, evitando di alimentare aspettative che non possono trovare riscontro concreto.
Al tempo stesso, l’amministrazione precisa di non voler chiudere il confronto. La disponibilità a discutere ulteriori miglioramenti viene confermata, purché il confronto si sviluppi nel rispetto delle norme vigenti e dentro un quadro di reale fatt
Articolo Precedente
Palermo, nuova illuminazione a led in sette strade del Cep
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to