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A19 Palermo–Catania: cantieri, restringimenti e tempi certi, il punto al 31 dicembre 2025

26/02/2026

A19 Palermo–Catania: cantieri, restringimenti e tempi certi, il punto al 31 dicembre 2025

Il piano di manutenzione dell’autostrada A19 Palermo–Catania torna sotto i riflettori con un dato che, più dei milioni stanziati, pesa nella vita quotidiana di chi percorre la tratta: meno chilometri di restringimenti e meno tratti in doppio senso. A Palazzo d’Orléans, la riunione sullo stato di attuazione al 31 dicembre scorso ha messo attorno allo stesso tavolo la struttura commissariale e i vertici tecnici coinvolti nei lavori, a due anni dalla nomina del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani a commissario straordinario per il coordinamento degli interventi sull’asse.

All’incontro hanno partecipato i sub commissari Nicola Montesano, responsabile Anas in Sicilia, e Duilio Alongi, dirigente generale del Dipartimento regionale tecnico. Sul tavolo, l’avanzamento di un piano complessivo da 63 interventi, per un valore totale di 921,9 milioni di euro, con l’obiettivo dichiarato di ridurre criticità storiche e riportare la A19 su livelli adeguati di sicurezza e scorrevolezza.

Restrizioni in calo: cosa cambia davvero per chi viaggia

Il segnale più immediato arriva dai cantieri conclusi: 23 interventi completati hanno permesso di eliminare 26 chilometri di restringimenti di carreggiata e 6,5 chilometri di doppi sensi di marcia. Per automobilisti e autotrasportatori significa tempi più prevedibili, minori strozzature e, soprattutto, la riduzione di quei rallentamenti che spesso restavano “incollati” alla strada anche quando i lavori non erano visibili.

Il confronto con la situazione ereditata nel 2024 fotografa il cambio di passo sul fronte più contestato: i restringimenti previsti dal Piano di manutenzione in tratti senza cantieri attivi erano 14,4 chilometri; al 31 dicembre 2025 sono scesi a 6,8 chilometri. Non è solo un taglio numerico: è la rimozione di vincoli che avevano inciso sulla percezione di affidabilità dell’arteria, alimentando frustrazione e polemiche.

Schifani rivendica l’accelerazione: molti tratti risultavano interdetti pur in assenza di cantieri attivi, scenario che, secondo quanto riferito, oggi non si ripresenta. Il messaggio politico è accompagnato da una premessa che resta centrale per chi percorre la A19: i disagi non spariscono, ma dovrebbero diventare più mirati e legati a lavorazioni effettive.

La macchina dei lavori: risorse, cantieri aperti e scadenze 2026

Il quadro operativo si articola in tre blocchi. I 23 interventi completati valgono 95 milioni di euro. I cantieri attualmente in corso sono 24, per un valore di 551 milioni. Restano da avviare 16 interventi, pari a 276 milioni.

Sul piano finanziario, la progressione racconta un aumento della capacità di mettere a terra lavori e pagamenti: dalle opere eseguite e liquidate alle imprese per 43,4 milioni a fine 2023, si passa a 118 milioni nel 2024, fino a 232 milioni contabilizzati al 31 dicembre 2025. In termini pratici, più contabilità chiusa significa lavori effettivamente avanzati, non semplici annunci.

Tra i cantieri più rilevanti, il cronoprogramma indica scadenze ravvicinate nel 2026: completamento entro la prossima primavera dei lavori nella Galleria Tremonzelli; chiusura entro l’estate per Viadotto Alfio e Galleria Favilla; conclusione entro dicembre per Viadotto Imera e Galleria Fortolese. È su questo calendario che si misurerà la credibilità del piano, perché la A19 non chiede promesse: chiede corsie libere, segnaletica coerente, tempi di percorrenza affidabili e una sicurezza percepibile, soprattutto nei tratti più delicati.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.