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A Palermo le Giornate dell’Ingegneria Civile 2026: si parte dall’idraulica per leggere le sfide del territorio

23/03/2026

A Palermo le Giornate dell’Ingegneria Civile 2026: si parte dall’idraulica per leggere le sfide del territorio

L’Università di Palermo apre un ciclo di incontri che ha il merito di mettere in relazione formazione universitaria, ricerca applicata e scenari professionali in uno dei campi più esposti alle trasformazioni ambientali e infrastrutturali del presente. Lunedì 23 marzo, alle ore 15, nell’Aula Magna dell’Edificio 7 al Campus di viale delle Scienze, prenderanno il via le Giornate dell’Ingegneria Civile 2026, con un primo appuntamento dedicato al curriculum Idraulica.

L’iniziativa nasce con un’impostazione chiara: offrire agli studenti, ma anche a chi guarda con interesse all’evoluzione del settore, uno spazio di confronto serio su temi che toccano da vicino la vita dei territori e la qualità delle decisioni pubbliche. L’ingegneria civile, del resto, non coincide soltanto con il progetto tecnico di un’opera; entra nella gestione dell’acqua, nella difesa del suolo, nella prevenzione dei rischi, nella pianificazione della mobilità, nella sicurezza delle infrastrutture e nell’equilibrio tra trasformazione urbana e sostenibilità.

Le giornate del 2026 sono articolate in quattro grandi aree — Idraulica, Strutture, Geotecnica, Infrastrutture viarie e Trasporti — e puntano a restituire una visione ampia e coordinata delle principali competenze che compongono oggi il profilo dell’ingegnere civile. A questo si aggiungono un incontro dedicato all’offerta formativa internazionale, una giornata di studi sul tema One Health e un calendario di visite tecniche, in un percorso che prova a tenere insieme aula, professione e contesto reale.

Il primo focus: acqua, siccità, rischio idraulico e gestione delle risorse

La scelta di inaugurare il programma con il curriculum Idraulica non è casuale. In Sicilia, più che altrove, il tema dell’acqua ha assunto un peso strutturale, tra emergenza idrica, gestione degli invasi, siccità, pressione climatica e necessità di aggiornare reti, infrastrutture e strategie di approvvigionamento. Il seminario del 23 marzo si muove dentro questa cornice e costruisce un programma che incrocia università, istituzioni e operatori del settore.

Dopo i saluti del direttore del Dipartimento di Ingegneria Livan Fratini, del coordinatore del corso di studi in Ingegneria Civile Giorgio Mannina e della referente dell’iniziativa Angela Candela, il pomeriggio entrerà nel merito con una serie di interventi dedicati ad alcuni dei nodi più delicati per il territorio siciliano.

Si parlerà di emergenza idrica e gestione degli invasi, con i contributi del professor Mauro De Marchis, dell’ingegner Massimo Burruano di Siciliacque e dell’ingegner Adriana Stillone di Infrastrutture S.r.l.; del riuso delle risorse idriche come risposta alla siccità, con Giorgio Mannina e l’ingegner Mario Cassarà del Dipartimento Acque e Rifiuti della Regione Siciliana; degli interventi di mitigazione del rischio idraulico in Sicilia, con Angela Candela, Carmelo Nasello e l’ingegner Giovanni Barone di AKWA Engineering.

Il programma si allargherà inoltre al tema del presente e del futuro degli impianti idroelettrici nell’epoca delle energie rinnovabili, con Tullio Tucciarelli e l’ingegner Giuseppe Floreale di Altene, e al ruolo dell’ingegnere civile nelle costruzioni marittime e nella pianificazione portuale, con Giuseppe Ciraolo e l’ingegner Elio Ciralli di EnviTek. È un’impostazione che mostra bene come il curriculum Idraulica non riguardi soltanto la progettazione delle opere idrauliche in senso stretto, ma coinvolga questioni energetiche, costiere, ambientali e territoriali.

Un’occasione utile per gli studenti e per chi guarda al futuro delle infrastrutture

Uno degli elementi più interessanti delle Giornate dell’Ingegneria Civile 2026 sta nella volontà di rendere accessibile il confronto a tutti gli studenti interessati, senza chiuderlo dentro una logica strettamente specialistica. La partecipazione libera segnala infatti l’intenzione di costruire un’occasione di orientamento e approfondimento che possa essere utile sia a chi è già dentro il percorso di studi, sia a chi sta cercando di capire dove si muove oggi la professione dell’ingegnere civile.

L’elenco dei temi evocati dagli organizzatori — acqua, crisi idrica, cambiamento climatico, infrastrutture, difesa delle coste, frane, ponti, strade e aeroporti — restituisce bene il senso dell’iniziativa. Si tratta di questioni che attraversano il presente con forza crescente e che richiedono competenze tecniche, capacità di lettura interdisciplinare e un rapporto più stretto tra conoscenza scientifica e decisione pubblica. In questo contesto, un’università che apre spazi di confronto con professionisti, enti e aziende compie una scelta utile, perché aiuta a mostrare agli studenti la distanza ridotta che oggi separa l’apprendimento accademico dai problemi concreti del territorio.

L’appuntamento palermitano sembra dunque costruito con un obiettivo preciso: far emergere l’ingegneria civile come disciplina profondamente connessa alla qualità della vita collettiva, alla sicurezza delle comunità e alla capacità di affrontare trasformazioni che non possono più essere rinviate. L’avvio con il focus sull’idraulica, in una regione che conosce bene la fragilità delle risorse idriche e dei sistemi territoriali, rende questa partenza particolarmente significativa.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.